Federconsumatori Lazio sostiene il terzo settore: serve più terzo settore a Roma e nel Lazio

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La rivolta del terzo settore: "9 milioni di arretrati, la Ragioneria tiene in ostaggio soldi pubblici"

Per accendere i riflettori “sulle condizioni vergognose” in cui versa il terzo settore nella Capitale si sono detti pronti anche ad “avviare lo sciopero della fame di fronte alla Ragioneria capitolina”. 9 milioni di euro di crediti, “nelle ultime ore scesi a 7,5”, circa un anno e mezzo di fatture non versate, destinati a finanziare le attività di cooperative sociali e associazioni, strutture di accoglienza, parrocchie e realtà laiche che svolgono per conto del Comune di Roma una variegata gamma di servizi alla persona.

Una trentina di rappresentanti di questo mondo si sono incontrati questa mattina presso la sede del Cesv di via Liberiana per denunciare con una conferenza stampa “il rischio che, per l’inefficienza dell’amministrazione capitolina, stanno correndo servizi rivolti a minori, anziani, portatori di handicap, case famiglia, donne vittime di tratta” ha spiegato Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore del Lazio ed ex assessora alle Politiche Sociali del Comune. “Tantissime strutture della nostra città rischiano il fallimento, di gettare per strada i propri operatori e la chiusura dei fidi da parte delle banche. Anche il Durc potrebbe non essere in ordine per concorrere alle gare e agli avvisi pubblici". Proprio questa mattina, ha aggiunto Danese, “abbiamo saputo che è stata reintrodotta la Tari per strutture come casa famiglia che era stata cancellata da Alemanno”.

Mentre tutti arrancano, alcune realtà sono già state costrette a chiudere. Come “un centro per minori non accompagnati di Genazzano, con tanto di percorsi innovativi legati all’agricoltura sociale, che è stato costretto ad allontanare 11 utenti” ha spiegato Matteo Mennini, presidente della onlus Bambini più diritti. “E su un altro centro a Subiaco, destinato a una ventina di minori, pesano 340 giorni di ritardo nei pagamenti. Ricordo” conclude “che questi servizi svolti nei comuni dell’hinterland romano sono richiesti dal dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale”. Raffaele Castaldo presidente di Anteas, l’Associazione nazionale di volontariato e promozione sociale della provincia di Roma denuncia invece “340 giorni di ritardo accumulato dal X municipio verso il servizio di assistenza a 130 anziani a Ostia”. 

Nel mirino c’è il Campidoglio e, in particolare, la ragioneria generale. “In Campidoglio i soldi ci sono” ha ribadito Danese. “Abbiamo scritto anche all’Anac, l’Autorità anticorruzione, per un incontro sul tema e affinché intervenga”. Emma Ciccarelli presidente del Forum delle associazioni famigliari del Lazio fa appello alla Ragioneria del comune di Roma “perché smetta di tenere in ostaggio il denaro pubblico e si adoperi entro Natale a svincolare i fondi. Siamo preoccupati per i minori” ha spiegato “perché la mancanza di soluzioni adeguate li espone a un maggior rischio a delinquere e li priva della speranza di dare una svolta alla propria vita”. E per i lavoratori, perché “mentre 9 milioni di euro già assegnati restano inspiegabilmente nelle casse del Campidoglio, troppi operatori dei servizi alla persona sono senza stipendio da mesi”.

Non è l’unica a denunciarlo: “L’amministrazione spesso ci cerca per risolvere i casi difficili e le emergenze e quando lo fa stanzia i fondi con determine dirigenziali” aggiunge Mennini. “Non possiamo più stare in un sistema in cui le politiche sociali sono in mano alla Ragioneria. In mesi e mesi di difficoltà abbiamo ricevuto solo porte in faccia”. Una “miopia amministrativa” per Claudio Tosi presidente del Cemea del Mezzogiorno onlus secondo cui Roma “è una città che sta abdicando al suo sviluppo futuro”.

Mauro Giardini, responsabile della Cooperativa sociale C.E.A.S. – Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà aggiunge: “Non ci possiamo più permettere di pagare le banche perché abbiamo ben altre cose a cui far fronte. La politica deve parlare con noi”. A sostegno del terzo settore presenti anche Federconsumatori del Lazio, Confcooperative, Legacoop, Movi, l’Alleanza contro la povertà del Lazio e la Rete dei numeri pari. 

L’appello alla politica è quello di “stare vicino al terzo settore anche se è Natale e la Ragioneria è chiusa”. Con un messaggio: “Non permetteremo alla sindaca e agli assessori di andare tranquillamente a fare passerelle visitando o portando saluti in queste realtà. Siamo pronti a protestare ovunque accada”. 

 
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