Data Privacy Day: importante diffondere consigli e informazioni per la tutela della vita digitale. Necessario obbligare le grandi corporation a rispettare i diritti e la libertà degli utenti.

Si celebra oggi il Data Privacy Day, giornata istituita dall’Unione Europea nel 2006, poi adottata in tutto il mondo, per sensibilizzare gli utenti sull’importanza dei propri dati personali e sula loro protezione.

Si tratta di una tematica estremamente rilevante ai nostri giorni: basti pensare che secondo i dati della Commissione UE all’indomani dall’entrata in vigore del Gdpr sono quasi 100.000 i ricorsi presentati dai cittadini.

Questo testimonia, da un alto la crescente consapevolezza circa l’importanza dei propri dati personali, nonché sulle conseguenze di un loro utilizzo distorto.

In questo senso è necessario uno sforzo congiunto del Garante della Privacy, del Governo e dell’UE per far sì che gli abusi, le violazioni e gli usi impropri dei dati sensibili siano impediti in maniera efficace e adeguata. Le attuali sanzioni previste dal Gdpr risultano in tal senso ancora marginali e insufficienti: se possono rappresentare una minaccia per le piccole e medie aziende, di certo non sono in grado di porre alcun freno al business miliardario delle grandi piattaforme che operano in rete.

Per questo è importante diffondere guide e istruzioni rivolte ai cittadini per metterli in guardia dai rischi e informarli sulle buone pratiche da adottare nel corso della propria “vita digitale”, ma la vera azione di contrasto si deve svolgere sul piano internazionale. Non si tratta più solo di proteggere i dati degli utenti, ma di garantire il loro diritto a ricevere e diffondere informazioni trasparenti, corrette, accessibili.

Per fare questo è necessario obbligare le grandi corporation alla trasparenza, impedendo loro di proseguire la vera e propria opera di censura che finora hanno attuato indisturbate. Va in questa direzione la nostra azione inibitoria contro Twitter e le sue regole d’uso del tutto arbitrarie, che gli consentono di cancellare un utente senza alcuna motivazione o di non pubblicare le sue opinioni. Vista la diffusione e la pervasività di tali piattaforme, garantire una libertà di espressione reale, che non sia solo apparenza ed esibizionismo, è diventata una urgente questione democratica.

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