Commercio: vendite in calo rispetto a giugno. La fase di incertezza pesa sui comportamenti delle famiglie. Urgente dare nuovo impulso al mercato occupazionale e stanziare investimenti per la crescita.

Commercio: L’Istat ha reso note le stime sull’andamento del commercio che segna una riduzione su base mensile, dal -0,5% in valore, rispetto a giugno.

Sull’anno, invece, il commercio dà segnali positivi, registrando un incremento del +2,6%.

Un andamento altalenante che dimostra come l’incertezza dell’attuale fase politica pesi sui comportamenti delle famiglie e sull’intero andamento economico.

Su questa situazione pesa senza dubbio la stangata prevista per l’autunno: secondo quanto calcolato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tra Settembre e Novembre, tra libri, zaini, bollette, TARI e riscaldamento le famiglie dovranno far fronte ad una spesa di 1.845,19 Euro.

A cui si aggiunge la minaccia dell’aumento dell’IVA dal 2020 che deve essere scongiurato in ogni modo dal nuovo Governo, per evitare conseguenze catastrofiche sulle famiglie (il nostro Osservatorio ha calcolato ricadute di 831,27 Euro annui a famiglia), già in crisi a causa di redditi che non crescono abbastanza per far fronte all’incremento del costo della vita.

Il nostro Paese sta attraversando un momento delicato, che richiede la massima responsabilità da parte delle forze politiche e scelte coraggiose in direzione di un rilancio dell’economia.

Va in questo senso il promesso taglio del cuneo fiscale, che potrà dare un impulso positivo al mercato del lavoro e alla domanda interna.

“Allo stesso tempo sono necessari investimenti necessari per la crescita, lo sviluppo tecnologico, la ricerca e la modernizzazione delle infrastrutture, che diano uno slancio decisivo in direzione della crescita.”

 

 

 

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