CASO REGINA ELENA: ALLE STRUTTURE SANITARIE DEL LAZIO SERVE UN NUOVO MODELLO ASSICURATIVO. LE VITTIME DI MALASANITÀ VANNO RISARCITE!

Sono due anni che i familiari di Donatella Pellegrino attendono il risarcimento di un milione di euro da parte dell’ospedale Regina Elena. Risarcimento stabilito, a seguito della morte della donna, da due sentenze del tribunale di Roma. Ma del denaro ancora nessuna traccia, l’assicurazione era scaduta senza essere stata rinnovata e le casse della struttura sono vuote.

La vicenda, che ha inizio il 21 febbraio 2012, getta un fascio di luce sulla disastrosa situazione economica e assicurativa in cui versano gli ospedali pubblici nella nostra regione.                                                                                                                         

La carenza di risorse economiche ed umane, congiuntamente ad una gestione non sempre diligente delle capacità finanziarie hanno comportato negli anni un progressivo allontanamento delle società assicurative dalle strutture pubbliche sanitarie regionali.

A tal proposito, già nel 2013, Federconsumatori Lazio aveva affrontato la questione, rilevando mediante uno studio approfondito, un pesantissimo problema in merito alle autoassicurazioni delle strutture sanitarie. Dal nostro studio emergeva come troppo spesso questo sia diventato l’unico strumento di garanzia, poiché o l’ospedale non ha soldi sufficienti per pagare una società terza oppure, peggio, nessuna società vuole assicurare l’ospedale a causa dello stato in cui versa!                                                                           

Nello studio, paradossalmente, veniva confermato come il Lazio era dotato di un sistema informativo di raccolta dati su sinistri e polizze corredato da indicatori per la valutazione dei processi e dei risultati, ma NON ESISTEVANO “provvedimenti regionali mirati a regolare i modelli organizzativi dei sistemi di rilevazione dati su sinistri e polizze".  Insomma, per usare una metafora, era stato acquistato il carro, ma non i buoi per trainarlo...

In tutte le aziende ospedaliere intervistate, inoltre, emerse come la prima questione era proprio questa: assenza di un quadro normativo complessivo, oggi sempre più urgente. Il secondo problema concerneva la scarsità di risorse finanziarie ed umane.  

Sintetizzando, dallo studio condotto nel 2013 emergeva con estrema chiarezza come in caso di danni gravi l’ospedale non era in grado di risarcire le vittime e come l’assenza di una regolazione regionale influisca drasticamente nel determinare un modello assicurativo inefficiente.

Allora portammo all’attenzione delle Autorità regionali la gravità della situazione, senza ricevere alcuna risposta. Oggi rinnoviamo il nostro impegno… ma cosa è cambiato in questi quattro anni?         

 

 

 

 

 

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